Un piatto per il Palio di Monselice

Il primo novembre, come ogni anno, nella Sala Businaro del Castello di Monselice si sono svolte le premiazioni alle nove contrade che si sono sfidate nel corso del Palio di Monselice durante il mese di settembre. Il presidente del Palio, Virio Gemignani, ha tracciato una sintesi positiva del palio che chiude il 2018 con risultati soddisfacenti

“Ma serve fare di più, trovare nuovi stimoli e attrattive” – sottolinea Virio Gemignani che 33 anni or sono partì con un gruppo di persone alla realizzazione del Palio, ora conosciuto in Italia e all’estero. Il vice sindaco Andrea Parolo e l’assessore al turismo Gianni Mamprin hanno caldeggiato la continuazione del palio. Quest’anno Virio Gemignani ha voluto che sul tavolo dei relatori sedessero alcuni giudici del Palio e che si confrontassero con i capicontrada e i contradaioli tutti. E’ stata la prima volta che succedeva e, visto il dibattito acceso, è stato un successo pieno. Il prof. Marco Polese, docente di storia medioevale all’università di Venezia ha sottolineato che i costumi, il corteo, i dialoghi, le armi e gli abbigliamenti possono essere perfezionabili, questo per dare ulteriore valore e qualità al Palio stesso, nonostante già l’elevato sforzo che tutte le contrade effettuano. E’ stata la volta poi del giudice decano Giuseppe Ruzzante che ha elogiato quanto fatto sinora sottolineando che per 33 anni consecutivi è stato sempre vicino al Palio, lui e i suoi famigliari, contribuendo continuamente alla sua crescita. Poi è stata la volta del giornalista enogastroturista Maurizio Drago, anche lui da qualche anno giudice nei mercatini e nel corteo. Maurizio Drago ha sottolineato che il Palio di Monselice è quello con il maggior numero di figuranti, oltre duemila, il più grande d’Italia (arriva secondo il Palio di Foligno con 1300 figuranti). Inoltre è quello più ricco di eventi (dai tamburini agli scacchi, dai mercatini mediovali alla grande sfilata): una grande serie che riempie i fine settimana di settembre. Necessita un ulteriore ampio raggio di comunicazione che permetterebbe una maggiore visibilità mediatica nelle principali riviste di turismo, le televisioni nazionale e altre testate del settore. Nel contempo Drago propone l’avvio di un progetto legato al cibo, al territorio e alle tradizioni: avviare sin dalla prossima edizione del 2019 il “palio del piatto”. Le nove contrade concorrono nel presentare un piatto, coinvolgendo uno o più ristoranti/osterie-trattorie/agriturismi e altri luoghi di mescita realizzando una ricetta per la realizzazione del piatto stesso. Una apposita giuria formata da giornalisti enogastronomi e da esperti del settore valuterà i nove piatti presentati dalle rispettive contrade e ogni anno verrà pubblicamente assegnato il Piatto del Palio di Monselice a quello che ha realizzato il maggior numero di punti rilevati da un’apposita scheda tecnica (in base alla presentazione, al gusto, alla tipicità, agli ingredienti, al territorio ). Questo potrà permettere anche degli introiti per ogni contrada e, al tempo stesso, incrementare l’economia turistica del territorio. Virio Gemignani propone inoltre un maggior coinvolgimento degli imprenditori e delle autorità, che possono dare un aiuto al Palio di Monselice, invitando i loro clienti a viverlo, contribuendo alla crescita turistica, volendo così bene a un territorio che puo’ dare moltissimo.

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