Stazioni del Veneziano strette nella morsa dei controlli da parte di Polfer

Nella giornata di giovedì 9 agosto il Compartimento Polizia Ferroviaria per il Veneto, operando in stretta sinergia con la Questura di Venezia, e coadiuvato nell’occasione dal Reparto Mobile e dal Reparto Prevenzione Crimine di Padova, ha attuato una serie di mirati controlli finalizzati a contrastare ogni forma di illegalità ed abusivismo nella stazione ferroviaria di Mestre e nelle zone limitrofe.

In questo contesto è stata data esecuzione a un’attività straordinaria di controllo di viaggiatori e bagagli sia all’interno della stazione di Mestre, che nei sottopassi ciclopedonali e nelle aree immediatamente vicine di Mestre e di Marghera, spesso frequentate da persone dedite ad attività illecite. Nell’operazione sono state impiegate 16 pattuglie, con complessivamente 70 agenti operanti.
Le persone controllate sono state 130 e per 3 di loro, irregolarmente presenti sul territorio nazionale, sono state avviate le procedure per l’espulsione. Nell’ambito dell’operazione due giovani donne straniere sono state indagate in stato di libertà per il reato di ricettazione. Nello specifico, le predette venivano notate dagli agenti in borghese della Squadra di Polizia Giudiziaria Compartimentale mentre, in una via nei pressi della stazione, con fare circospetto e guardingo per non essere viste, si dividevano un certo numero di banconote che poi occultavano sotto la camicetta. Trovando sospetto questo comportamento e supponendo che le due donne si stessero spartendo del denaro di dubbia provenienza, gli agenti si avvicinavano per un accertamento, ma alla loro vista le suddette cercavano di eludere il controllo, dandosi precipitosamente alla fuga. Il loro tentativo, tuttavia, risultava vano e, una volta fermate dai poliziotti, venivano invitate a consegnare quanto occultato sotto gli indumenti, che è risultato essere un rotolo di banconote quantificate in 130 euro e 1000 yuan cinesi, sul cui possesso non davano giustificazioni credibili e che pertanto venivano sottoposte a sequestro. Accompagnate in Ufficio e compiutamente identificate, le due donne, di nazionalità bulgara, sono risultate avere a loro carico numerosi precedenti per reati contro il patrimonio.

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